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VOTA CAJADA E ALTRI DUE LUOGHI DEL CUORE DEL FAI

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VOTA ENTRO IL 10 APRILE 2025 La Foresta di Cajada ‘coscienza di una realtà’: La Foresta della Cajada, patrimonio UNESCO, è un autentico gioiello naturalistico incastonato nel cuore del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Questo vasto anfiteatro naturale di grande valore ambientale, sospeso sull’alta Valle del Desedan – un affluente del Piave – offre paesaggi di rara bellezza, immersi in un bosco fitto di abeti bianchi, faggi, larici e pino mugo, che costituisce uno dei patrimoni boschivi più significativi dell’area. Un tempo “bosco da remi” della Repubblica di Venezia, fonte di legname per la flotta della Serenissima, la Cajada si estende su una depressione formatasi oltre 20.000 anni fa in seguito a una immane paleofrana. Oggi, l’imponente “Regina della Cajada”, un monumentale abete bianco alto 35 metri, domina questa area di straordinaria biodiversità, dove il legame tra uomo e foresta ha plasmato la storia e la cultura del territorio. La Foresta della Cajada è una chiamata alla riflessione sulla tutela e valorizzazione del nostro patrimonio naturale. TERRITORI© si propone di promuovere un nuovo approccio al turismo in questa area, attraverso metodi di visita innovativi che valorizzano la conoscenza, la mobilità dolce e incoraggiano una consapevolezza profonda. In questa visione, il visitatore non è protagonista, ma ospite consapevole di un ecosistema complesso e vivente, che lo invita a rispettarne l’equilibrio ecologico. La proposta di TERRITORI© Narrative Italian Landscape di inserire la Foresta della Cajada tra i “Luoghi del cuore” è un passo per renderla accessibile nel rispetto della sua bellezza naturale e culturale, ricordando che la presenza dell’uomo deve essere armoniosa e discreta. Oggi, più che mai, sentiamo la necessità di proteggere e valorizzare questo ecosistema unico, garantendone la conservazione per le future generazioni. È cruciale sottolineare il legame indissolubile tra la Cajada e le tradizioni locali, la memoria e la vita delle comunità che la abitano. Qui riecheggiano le parole di San Bernardo di Chiaravalle: “Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà.” Dalla consapevolezza di una realtà ambientale nasce il riconoscimento dell’interconnessione tra uomo e foresta. La Cajada ci richiama a riflettere sulla nostra presenza come parte di un sistema più grande, e sull’impatto che le nostre azioni possono avere sull’ambiente e sul tessuto sociale delle comunità locali. Gli interventi previsti per questa area naturale selvaggia mirano a promuovere un turismo rispettoso e sostenibile, capace di preservarne l’integrità. Le strutture di supporto, come i tabelloni informativi, saranno temporanee e facilmente smontabili per rispondere all’evoluzione del luogo. Le iniziative progettuali, infine, omaggeranno e rievocheranno le tradizioni, le memorie e la cultura locale di questa terra ricca di storia e biodiversità. L’ambizioso Progetto di valorizzazione della Foresta di Cajada “Coscienza di una realtà” promosso da TERRITORI© Narrative Italian Landscape, che beneficia del Patrocinio della Provincia di Belluno e dalla Delegazione FAI di Belluno, mira a promuovere e tutelare la preziosa realtà della Foresta di Cajada per farle assumere un ruolo protagonista all’interno di una Regione e di una Provincia già note per le loro ricchezze culturali e turistiche, facendo leva sui paradigmi lentezza, bellezza e consapevolezza. TERRITORI©, che ha costituito il Comitato per la Foresta di Cajada, intende condividere e evidenziare gli obiettivi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale promossi dalla campagna FAI e, in sinergia con altri due Comitati bellunesi dei “Luoghi del Cuore”, Castello di Feltre e Ponte della Vittoria, si inserisce nel contesto del più importante censimento dei luoghi italiani da non dimenticare, promosso dal Fondo Ambiente Italiano. Il Progetto intende proporre un modello organico di sviluppo del territorio a sostegno di luoghi come questi, impropriamente definiti “minori”, e ha tra gli obiettivi quello di far riflettere il turista sulla consapevolezza di essere, prima che protagonista, “ospite” delle comunità locali, invitandolo a non limitarsi ad attraversare i luoghi, ma a viverli in profondità, godendo di esperienze immersive, intense e autentiche. L’idea progettuale che muove le azioni di TERRITORI© è di riportare equilibrio nel rapporto tra paesaggio montano e cittadino coinvolgendo anche il visitatore/fruitore che dovrà relazionarsi, rispettare e dialogare con entrambi. Al tempo stesso, intende essere occasione di incontro tra tradizione e modernità alla luce delle emergenze ambientali in atto e dei loro esiti sul paesaggio e sulle comunità che lo abitano. Grazie alla connessione degli esiti progettuali con i cammini storici e culturali già esistenti in Regione e in Provincia, si intende promuovere attivamente un modello di turismo lento e sostenibile per godere appieno di eventi, itinerari e narrazioni, dando voce ai protagonisti del territorio stesso, mirando a una vera integrazione fra urbano e rurale. Il risultato atteso sarà trasmettere una scelta di stile consapevole e la creazione di un legame emotivo e rispettoso tra visitatori e territorio, con ricadute sociali, culturali e economiche positive.E’ cruciale sottolineare il legame indissolubile tra la Foresta di Cajada e le tradizioni locali, la memoria e la vita delle comunità che la abitano: la Cajada ci chiama infatti a riflettere sulla nostra presenza come parte di un sistema più grande, e sull’impatto che le nostre azioni possono avere sull’ambiente e sul tessuto sociale delle comunità locali.

Si invita a partecipare alla campagna “I Luoghi del Cuore FAI” votando per sostenere i Comitati del Castello di Alboino a Feltre, del Ponte della vittoria a Belluno e della Foresta di Cajada nella loro missione!

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VOTA Castello di Alboino a Feltre: Una fortezza per dominare la città fin dalla sua costruzione nel XII secolo, il castello ha sovrastato, con la sua prominente presenza, il centro abitato di Feltre. Anche visivamente, comunicava il dominio del potere superiore del vescovo conte rispetto alla comunità. E’ un edificio che ha legato indissolubilmente le sue sorti alla storia dei feltrini. E’ stato a lungo rifugio sicuro per il vescovo di Feltre e poi per i signori Da Camino, capitani di Treviso, Belluno e Feltre. All’epoca delle signorie del XIV secolo ha ospitato le guarnigioni militari di lontani padroni, che dominarono la città grazie a capitani militari: Scaligeri, Asburgo, Carraresi, Ungheresi. Anche con la Serenissima è stato per lunghi periodi un fortilizio inaccessibile e minaccioso. Solo agli inizi del Cinquecento, dopo l’incendio del 1510, per alcuni anni la comunità si riappropriò del castello: il grande salone al primo piano del palazzo fu sede del Consiglio della Comunità. Fu così che la vecchia fortezza fu resa più luminosa e abbellita con pregevoli affreschi dei migliori artisti della vallata feltrina. Anche dopo la fine degli usi militari, il Campanon ha continuato a scandire i ritmi della vita civile, con i suoi rintocchi udibili a chilometri di distanza, mentre l’orologio sulla torre regolava i tempi dei commerci e delle attività economiche. Oggi, nel XXI secolo, Feltre è pronta a rientrare definitivamente nelle vecchie stanze del Consiglio Comunale, come fecero i nostri antenati cinque secoli fa.

VOTA Ponte della Vittoria a Belluno: Il ponte della Vittoria è il risultato di varie peripezie e ipotesi che si svilupparono intorno alla costruzione di questo manufatto in sostituzione del precedente ponte in ferro fatto saltare dagli italiani in ritirata durante i 1917. Tra le idee si pensò anche ad un ponte “altissimo” che collegasse il centro città con Castion attraverso un tram ma per via dei costi questa opzione su abbandonata. Così nell’estate del 1923 fu pronto il progetto di costruzione del nuovo ponte: in cemento armato, largo 7,20 metri e lunghezza di 98 metri con un’unica campata. L’opera venne progettata dall’ingegnere Eugenio Miozzi personaggio molto conosciuto per aver ricostruito numerosi ponti in provincia oltre ad aver progettato la parte stradale del ponte della Libertà di Venezia. Per la parte decorativa dell’opera fu chiamato Riccardo Alfarè, altro personaggio che ha lasciato varie tracce sul territorio tra cui il Cinema Italia di Belluno, che adoperò la tecnica del cemento lavorato alla martellina per dare l’impressione che il ponte sia di pietra. Tra gli elementi decorativi si vedono ai lati dei medaglioni raffiguranti il leone di San Marco in moeca. Una curiosità legata al ponte riguarda il fatto che sulle spalle laterali sono riportate le strofe della Canzone del Piave, fiume sacro alla patria che lo stesso ponte attraversa, e il nome deriva perciò dalla vittoria della prima guerra mondiale. Inoltre, questo manufatto, fu inaugurato dal Re Vittorio Emanuele III il 23 maggio 1926 durante una sua visita alla città di Belluno anche se l’opera doveva essere ancora ultimata; fu infatti collaudata ufficialmente due anni dopo, il 6 agosto 1928. Tutti questi elementi possono far si che il ponte della vittoria sia un vero e proprio monumento simbolo della città di Belluno e del quartiere di Borgo Piave, porto fluviale cittadino durante la Serenissima dove è situato il manufatto e che, in quanto tale, vada valorizzato.