GLAUCO GRESLERI

PERCORSI E ITINERARI | CON GLAUCO GRESLERI

1 – LE PIAZZE DI BOLOGNA | CON GLAUCO GRESLERI

Le piazze di Bologna sono più importanti di quelle delle altre città.  Perché  assolvono una funzione diversa, tutta speciale. Se io penso al passeggio e lo immagino a Roma, allora dico: “cammino in Roma”, città grande e luminosa. Se lo immagino a Venezia dico: “cammino su Venezia” perché  mi pare di salire dall’acqua per girare sul lastronato delle calli e se immagino Firenze, dico: “cammino per Firenze” rigirandomi nelle stradine. A Bologna cosa posso dire? Dirò. “cammino dentro Bologna”. Perché il mio percorso “penetra” nella città, quasi fosse un utero lungo kilometri, perché io giro “chiuso” e “voltato” sotto i portici. Il portico, opera architettonica incredibile da riconoscimento dell’UNESCO ma che fa di ogni cittadino una crisalide. Cammina, ma non vede, non vede il cielo, non vede gli edifici di fronte, ha una veneziana sotto i piedi e un soffitto a volte sul capo. È per questo che le Piazze di Bologna sono più importanti che nelle altre città, perché all’improvviso, dall’utero del portico, si possa uscire all’aperto, all’aria e alla luce, alla vita. Sono le Piazze che aprono lo spazio di Bologna ad un respiro più ampio e alla libera deambulazione. Le altre piazze di Bologna sono diverse: Piazza Galvani è un cannocchiale verso la guglia di mattoni della grande abside di S. Petronio. Piazza S. Stefano è cono d’invito all’invaso delle sette chiese. Piazza Cavour come isola rotonda spartitraffico per la gimkana delle auto. A Piazza Minghetti è capitato il ruolo di piazza salotto, dove la pedonalità, qui sì, diventa emblematica, dove è possibile incontrarsi, passeggiare tranquilli, attraversarla in pieno spazio, sedersi sulle panchine, dove non sia possibile nascondersi ma sia possibile guardare e osservare. Guardare, sì, e meravigliarsi! Ed accorgersi dei palazzi che definiscono questo spazio: […]

Glauco Gresleri

ARCHITETTURE IN PROGRAMMA

A – Restauro e rifunzionalizzazione dell’ex Palazzo delle Poste in Piazza Minghetti (Render dello Studio Gresleri)

B – Riqualificazione monumentale di piazza Galvani – nel centro storico di Bologna (Fotografo Luca Massari)

Il progetto ha affrontato il tema di dare al luogo architettonico una lettura che permettesse di percepire l’unità compositiva generale nella quale la mole dell’abside di S. Petronio si pone come elemento ciclopico. La piazza costituisce elemento significante nel tessuto dell’intero centro storico, come spazio urbano dotato di una situazione ambientale tale da caratterizzarsi come zona di quiete e di raccoglimento. Limitrofa alla piazza Maggiore che si connota come cerniera distributiva e come punto di confluenza centripeta in grado di assolvere il compito di incontro per le grandi manifestazioni, Piazza Galvani ha misura, situazione spaziale e impronta architettonica tale da costituire un’isola ove le “acque tumultuose del mare urbano” si acquietano e ove il respiro si fa più disteso. La situazione architettonica presenta situazioni così puntuali a determinare l’effetto di cui sopra, che possono essere decifrate seguendo il principio decostruttivista di esaminare come ogni elemento genera un fenomeno di emanazione energetica in grado di attivare effetti emozionali precisi. La panca a corona quadrangolare tagliata da diagonali che imprimono energia dinamica all’insieme realizza il passaggio di scala dallo spazio monumentale della piazza all’elemento architettonico della scultura figurativa. 

2 – NELLA BOLOGNA MODERNA DEI MAESTRI | CON GLAUCO GRESLERI

ARCHITETTURE IN PROGRAMMA

A – Negozio di Simon Gavina di Scarpa ph. gio

B – Padiglione esprit nouveau Il ringraziamento per queste immagini va all’Archivio Architetto Glauco Gresleri

C – Torri di Kenzo tange

3 – BOLOGNA: RELAZIONE TRA SPAZIO URBANO E SPAZIO SACRO | CON GLAUCO GRESLERI

ARCHITETTURE IN PROGRAMMA

A – Oratorio di San Giovanni Battista dei Fiorentini – nel centro storico di Bologna 

B – Chiesa e complesso parrocchiale della Beata Vergine Immacolata sulla via Certosa – nella prima corona periferica di Bologna

C – Nuova Sede del Pontificio Seminario Regionale Benedetto XV in località Barbiano – nella prima corona periferica di Bologna (ora Istituto Rizzoli) con architetto Giorgio Trebbi

D – Chiesa parrocchiale di San Luigi di Riale, a Casalecchio di Reno – Bologna

4 – BOLOGNA E LA PIANURA | CON GLAUCO GRESLERI

ARCHITETTURE IN PROGRAMMA

A – Complesso residenziale di 108 appartamenti con giardini pensili al piano, a Calderara di Reno – Bologna si ringrazia l’Archivio Architetto Glauco Gresleri per l’immagine del fotografo Angelo Masina.

B – Chiesa e complesso parrocchiale di S. Giovanni Battista in via Selice, località Cogne – Imola

C – Torre di controllo ed edificio-servizi per l’autodromo di Imola, con professor Ingegnere R. Morandi – Imola

5 – BOLOGNA E L’APPENNINO

ARCHITETTURA SPONTANEA E MODERNA | CON GLAUCO GRESLERI

L’idea di narrare questa porzione di Appennino nasce dalla volontà di restituire l’immagine d’insieme attraverso la narrazione di questi luoghi con una partenza magistrale e sontuosa da Palazzo Magnani a Bologna, per raggiungere la Necropoli di Marzabotto, il Borgo alla Scola poi la chiesa di San Michele Arcangelo a Le Mogne di Camugnano, Bologna di Glauco Gresleri e infine la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, opera di Alvar Aalto. Palazzo Magnani, sede di una prestigiosa quadreria, è stata la sede della presentazione del progetto alla città di Bologna. Le principali autorità cittadine, l’Ordine degli architetti, il Cardinale Lercaro e altri hanno potuto godere la lettura del progetto assieme al Maestro davanti ai grafici originali esposti. La necropoli di Marzabotto, nella sua rovina scientifica, accoglie molto bene lo spirito della valle e ci “pulisce” dalla ricchezza della città. Il Borgo alla Scola è nell’uso della architettura tradizionale il centro focale della realtà costruttiva locale. Esempio utile al Maestro per relazionarsi al luogo. E infine giungere alla chiesa parrocchiale di Aalto, un percorso che trova nella storia vera di Aalto a Bologna e dintorni una sua significanza.

A – Partenza magistrale e sontuosa da Palazzo Magnani a Bologna, per raggiungere la Necropoli di Marzabotto, poi il Borgo alla Scola e infine la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, opera di Alvar Aalto.

Palazzo Magnani, sede di una prestigiosa quadreria, è stata la sede della presentazione del progetto alla città di Bologna. Le principali autorità cittadine, l’Ordine degli architetti, il Cardinale Lercaro e altri hanno potuto godere la lettura del progetto assieme al Maestro davanti ai grafici originali esposti. La necropoli di Marzabotto, nella sua rovina scientifica, accoglie molto bene lo spirito della valle e ci “pulisce” dalla ricchezza della città. Il Borgo alla Scola è nell’uso della architettura tradizionale il centro focale della realtà costruttiva locale. Esempio utile al Maestro per relazionarsi al luogo. E infine giungere alla chiesa parrocchiale di Aalto, un percorso che trova nella storia vera di Aalto a Bologna e dintorni una sua significanza.

B – Dal Santuario della Beata Vergine di San Luca a quello di Montovolo poi la chiesa e campanile di San Michele Arcangelo a Le Mogne di Camugnano, Bologna, 1958 – 63 di Glauco Gresleri (citata dalla Treccani https://www.treccani.it/enciclopedia/glauco-gresleri/) e infine alla Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Riola, Bologna, Opera di Alvar Aalto. Parleremo anche delle diverse caratteristiche tra Santuari e chiese; da una parte l’immersione alla sacralità cristiana dei luoghi e dall’altra gli esempi della liturgia moderna nell’Appennino.

ARCHITETTURE IN PROGRAMMA

Chiesa di San Michele Arcangelo a Le Mogne di Camugnano – Bologna | 1961-1962 Opera di Glauco Gresleri, Architetto (Immagine Archivio Glauco Gresleri)

Chiesa parrocchiale ricostruita per l’avvenuta demolizione dell’edificio preesistente, a causa della guerra. L’impianto qui è ancora di tipo tradizionale. La dimensione ridotta, il premere del perimetro della muratura in sasso, la tensione delle capriate in legno e l’effetto di proiezione in avanti della grande aureola riescono a determinare una sensazione di spazio avvolgente.

Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Riola – Bologna | Opera dell’Architetto Alvar Aalto da Munkkiniemi Helsinki a Riola – Pioniere dell’architettura e del design moderni (Fotografo Luca Massari)

“Chi è stato stregato una volta dalla magia dei piccoli paesi italiani, che ha provato solo una volta quella sensazione di perfezione – suscitata in me, almeno, quando  i ricordi delle colline di Cagnes, Bergamo, Fiesole emergono dalle ombre della mia mente – rimarrà con uno strano bacillo che gli circolerà per sempre nelle vene perché la malattia causata da esso è incurabile”. Alvar Aalto, 1924. Meravigliose parole non trovate? È con la passione per il territorio del nostro Paese, e con l’attenzione ai suoi più piccoli centri abitati, che Alvar Aalto ha detto SI. Un SI al Cardinale Giacomo Lercaro – Arcivescovo di Bologna – per l’incarico di progettare una chiesa. Un SI amorevole che pronunziato in un pomeriggio di novembre a Firenze, nel prestigioso Palazzo Strozzi allestito a retrospettiva della sua opera, acquisisce un valore straordinariamente simbolico. Ma dove edificarla? Proprio in un paesino montano dell’Appennino tosco-emiliano, destinandola alla parrocchia di Riola e dedicandola a Santa Maria Assunta. La storia di questa chiesa è lunga ed epica e si conclude nell’ultima decade del Novecento.

                   Lorenzo Gresleri in arte Grelo – Architetto e Artista

Un ringraziamento particolare all’amico, artista e architetto, Lorenzo Gresleri (Grelo) per aver concesso a TERRITORI®️ di pubblicare uno dei preziosi scatti di Luca Massari che consente di ammirare, in una mattina di agosto, la bellezza all’oggi dell’architettura costruita, immutata espressione di un genio del Novecento nel nostro Paese.

L’Architetto Alvar Aalto da Munkkiniemi Helsinki a Riola | La progettazione della chiesa parrocchiale di Riola

Il 16 gennaio del 1966 il Signor Conti, responsabile del settore estero della Gondrand trasporti, è all’Ufficio Nuove Chiese di via Altabella 6 per predisporre la spedizione in Finlandia di un grande cassone in legno pesante alcuni quintali; l’indirizzo tracciato a carbolineum direttamente sul legno del coperchio citava: Architetto Alvar Aalto Munkkiniemi Helsinki…

Quale è il contenuto di tale cassa che, anche nella modalità di costruzione, presenta una cura così amorevole?

Si può dire che in essa è racchiusa l’intera valle del Reno, in tutta la sua sostanza materica, storica ed umana:

–       reperti minerali come ciottoli di fiume, schegge di rocce calcaree, frammenti di arenarie compatte e friabili, scisti argillosi e campionature varie di lavorazione delle pietre per l’edilizia; 

–       reperti vegetali tra brani di cortecce rugose e campionature del fogliame seccato sul colore dell’ultimo autunno: querce, carpini, castagni, robinie e faggi;

–       un grande album di fotografie non comuni e di grande bellezza attraverso le quali lo “spirito della valle” aleggia nei volti umani della gente di montagna, nelle forme povere delle costruzioni antiche del sito, nel paesaggio, nei voli d’uccelli, nei fiori e piante ritratti come se scoperti per la prima volta.

A questa si aggiungerà, entro lo stesso mese, anche la spedizione di un grande plastico in legno e sughero rappresentante l’intera orografia dell’area riolese tra Reno e Limentra.

Il tutto reperito e prediposto attraverso la generosa attività di due studenti architetti: Giuliano Gresleri e Francesco Scolozzi.

Forse mai, nella storia dell’architettura di tutti i tempi, un architetto ha avuto in dotazione tanti elementi a “reazione poetica”, come è accaduto ad Aalto nel momento in cui si apprestava all’impresa di progettare la chiesa parrocchiale di Riola. 

Tutta la storia di questo progetto ha qualcosa di molto particolare e forse unico.

A Riola il fenomeno dell’azione professionale di progettazione non ha avuto il benché minimo aspetto burocratico, e il rapporto tra la “gente” e l’architetto è stato così intenso e globale da sfiorare l’area della leggenda.

Quando il 10 gennaio 1966 Aalto e l’architetto Elissa, sua moglie, compiono la prima visita sul luogo per prendere contatto con il sito e con la sua cultura, il paese è come in uno stato d’apnea.

Dalle scuole, dalle case, dai negozi, dal lavoro tutti sono usciti e fanno ala ai bordi della strada; per vedere, certo, ma soprattutto “per esserci”…

Ricorda così quel giorno l’architetto Giorgio Trebbi: <<In un grande cartello posto all’ingresso del paese si leggeva: “Benvenuto Architetto, grazie Cardinale”; lungo il viale principale sventolavano piccole bandiere finlandesi e italiane; la piazza gremita di scolaretti e tanta popolazione; il sindaco con la fascia tricolore; la banda che intonava l’inno finlandese: c’era abbastanza per riempire di lacrime dicommozione gli occhi di Alvar Aalto e della sua gentile consorte, la Signora Elissa>>.

Quando Aalto vestito di nero esce dalla macchina e, con mosse lente e poco maestose, solleva il cappello in segno di saluto, l’entusiasmo esplode dirompente e tutta la giornata viene vissuta in uno stato di affiatamento incredibile.

Eppoi c’è altro …

                                  Lorenzo Gresleri

ARCHITETTURA SPONTANEA Pochi sono i borghi nel territorio bolognese in grado di evocare un ritorno alle origini, ma il Borgo La Scola sarà capace di farci fare un tuffo nel passato.

Dall’architetto Lorenzo Gresleri, riceviamo alcuni preziosi scatti, riservati e il consenso a pubblicarli; sono alcune delle immagini prese al tempo dall’architetto Francesco Scolozzi e appartengono al fotoreportage che il Maestro Alvar Aalto ha ricevuto dall’Ufficio Nuove Chiese della Curia di Bologna.

Un ringraziamento particolare all’amico, artista e architetto, Lorenzo Gresleri (Grelo) per aver concesso a TERRITORI® un’intervista e il permesso di pubblicare alcuni dei preziosi scatti del 1965 di Francesco Scolozzi – già così, senza parole, emerge la sapienza del territorio, l’anima dei luoghi, delle cose naturali e costruite, un patrimonio da cui la progettazione della chiesa ha potuto attingere.

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