Tratto dal sito della Alvar Aalto Route
Il padiglione finlandese, progettato su iniziativa della mecenate Maire Gullichsen, fu allestito nel parco dei Giardini per ospitare la sezione espositiva finlandese della Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nella primavera del 1956. Alvar Aalto ebbe solo un paio di settimane di tempo per produrre i progetti del padiglione. Secondo il progetto di Aalto, il padiglione doveva essere uno spazio espositivo mobile, facile da smontare, riporre e rimontare: “Come una tenda”, come disse lui. Le pareti e il tetto del padiglione dalla struttura leggera erano costituiti da elementi in legno. L’idea architettonica dell’edificio era un insieme composto da lamelle blu e triangoli bianchi. I lucernari portavano la luce naturale nello spazio e lasciavano le superfici delle pareti libere per appendere la mostra. Nato come struttura temporanea, il Padiglione finlandese si trova tuttora nello stesso luogo nell’area della Biennale di Venezia e nel corso dei decenni ha ospitato diverse mostre. Oggi il Padiglione finlandese è un’attrazione popolare ed è considerato una parte importante della Mostra Internazionale di Architettura. Nel corso della sua storia relativamente breve, il padiglione finlandese è stato sottoposto a tre importanti restauri. L’edificio è stato restaurato su iniziativa degli italiani nel 1975-76, come progetto di studenti di architettura finlandesi guidati da Panu Kaila nel 1993 e nuovamente da Gianni Talamini nel 2012. Il padiglione è l’unico edificio completato da Aalto in Italia durante la sua vita e la sua conservazione è, nelle parole di Elissa Aalto, “un tributo ad Alvar Aalto e un ricordo del suo rapporto con l’Italia”. Alvar Aalto amava l’Italia e soprattutto Venezia. Alvar e Aino Aalto si recarono in Italia in viaggio di nozze nel 1924 e visitarono anche Venezia. Aalto tornò spesso a Venezia anche con la seconda moglie Elissa Aalto, soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta.
Source: Alvar Aalto Route website
The Finnish pavilion, designed at the initiative of art patron Maire Gullichsen, was set up in the Giardini parkland to house the Finnish exhibition section of the Venice Biennale International Art Festival in the spring of 1956. Alvar Aalto had only a couple weeks’ time to produce the plans for the pavilion. According to Aalto’s plan, the pavilion should be an exhibition space that was movable, easy to dissemble, store and re-assemble: “Like a tent,” as he put it. The walls and roof of the light-structured pavilion were made of wooden elements. The building’s architectonic idea was a whole composed of blue wall lamellas and white triangles. Skylights brought natural light into the space and left the wall surfaces free for hanging the exhibition. Originally meant as a temporary structure the Finnish Pavilion still stands in the same place in the Venice Biennale area, and has over the decades hosted a variety of exhibitions. Nowadays the Finnish Pavilion is a popular attraction and it is considered to be an important part of the International Architecture Exhibition as well. Throughout its relatively short history, the Finnish pavilion has undergone three major restorations. The building was restored at the Italians’ initiative in 1975-76, as a project by Finnish architectural students led by Panu Kaila in 1993 and again by Gianni Talamini in 2012. The pavilion is the only building Aalto completed in Italy during Alvar Aalto’s lifetime and its preservation is, in the words of Elissa Aalto, “a tribute to Alvar Aalto and a reminder of his relationship with Italy”. Alvar Aalto loved Italy, and Venice most of all. Alvar and Aino Aalto travelled to Italy on their honeymoon in 1924 and visited Venice as well. Aalto returned to Venice often also with his second wife Elissa Aalto in the fifties and sixties in particular.






